Come la pioggia

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La strada della vita. Una raccolta di poesie di Davide Bergamin

meglio tdi Chiara Rantini

Davide Bergamin, Meglio tardi, Centro tipografico livornese editore, Livorno, 2016

Circa quaranta poesie fanno parte di questa raccolta di un autore esordiente che scrive poesie da molto tempo ma che soltanto adesso, per una serie di circostanze favorevoli nella vita, ha deciso di rendere pubbliche le sue composizioni. Il titolo della raccolta sembra infatti fare riferimento a questa condizione: “Meglio tardi” che mai, si potrebbe dire, a proposito della scelta di uscire allo scoperto mettendo a nudo i propri pensieri. Questa sincerità è infatti la nota caratteristica di queste poesie che, nel loro stile semplice e diretto, parlano al cuore evocando emozioni e sensazioni. Molto forte si sente il legame con il territorio e non poche sono le suggestioni date dall’amore per la natura verso la quale l’autore rivolge uno sguardo infantile pieno di stupore e di sacralità come, ad esempio, si legge in Orizzonte dove il poeta lascia vagare i suoi occhi sugli eventinaturali (il volo delle anatre, il salto della rana) e ha non poche difficoltà a richiamarli all’ordine “adulto”.

Lo stesso incanto lo ritroviamo anche in una situazione apparentemente opposta, descritta in Dentro, dove gli occhi preferiscono restare chiusi perché solo nel sogno l’autore sembra ritrovare la purezza dell’anima e l’innocenza infantile.

C’è inoltre una particolare attenzione alla memoria, sia essa personale o collettiva. Ricordi di una comunità contadina di cui l’età contemporanea ha cancellato le tracce e ricordi personali come il componimento che l’autore dedica alla madre (Mia madre). Sembra di sentire in queste poesie la nostalgia per quel calore (il caldo della stufa in La valle dell’oro) e per quel senso di protezione che le antiche cinte murarie sapevano offrire agli abitanti del paese (Storia). Di tono minore sono invece, a mio parere, i componimenti che hanno il carattere dell’invettiva e che si popolano di una sovrabbondanza di punti esclamativi. Ma nel complesso ci aspettiamo ancora delle buone prove per questo nuovo autore.

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UNA FUGA PER LA VITA. Istruzioni di fuga per principianti di Mirko Tondi

di Chiara Rantini

istruzioni-fuga-mirko-tondi-copertinaMirko Tondi, Istruzioni di fuga per principianti, Cafféorchidea Editore, Eboli (Salerno), 2017

Chi di noi non ha mai voluto, anche solo per un istante, lasciarsi tutto alle spalle e darsi alla fuga? E chi lo ha soltanto desiderato senza mai trovare il pretesto e il coraggio necessari?

Nella storia di Giacomo, protagonista di questo bel romanzo breve di Mirko Tondi, i lettori troveranno delle possibili risposte a questi interrogativi. D’altronde, come si evince dal titolo, si tratta di un libro di “istruzioni” per coloro che non sono esperti – principianti appunto – in questa particolare arte. Non sarà difficile perciò provare simpatia per il protagonista trentenne, montatore di mobili, personaggio vagamente donchisciottesco a cui la fortuna ha guardato poche volte in faccia. Privo di una compagna, schiacciato dai meccanismi di una società troppo dedita al culto della razionalità, Giacomo ha pochi punti di riferimento nella vita se non un lavoro che gli permette di poter entrare in modo discreto e autorizzato nelle “case della gente” (dal titolo di un altro fortunato romanzo di Mirko Tondi), una famiglia che si riduce all’affetto di una nonna anziana e malata, e infine, un’amica fedele dal nome improbabile Maria Vincenza, ipercritica e un po’ filosofa e tuttavia ben disposta all’ascolto.

Così, in questo quadro di ordinaria mediocrità, si inserisce la necessità di fuggire per mettere una distanza fisica e mentale da tutto ciò che Giacomo è costretto ad essere nella vita di tutti i giorni. Non tutto però, perché nella rocambolesca fuga attraverso la campagna della Maremma grossetana, il protagonista sceglie di portare con sé la nonna a cui è stata diagnosticata una malattia terminale.

Il pretesto per darsi alla fuga è dato da una valigetta nera che Giacomo sottrae nella casa di due loschi personaggi. Così, la fuga in sé non ha un preciso senso finché essa non diventa un’occasione per guardare dentro di sé, staccando dalla quotidianità temporale a favore di una nuova dimensione esistenziale libera dal dominio della razionalità e del numero. Rompere con il flusso ordinario della vita aiuta ad esorcizzare il timore della morte, consentendo paradossalmente la giusta preparazione ad un incontro con essa. Non è un caso quindi che Giacomo decide di trascinare in questa fuga la nonna morente percorrendo un viaggio di simbolica iniziazione che tocca i luoghi alti (il cielo del Monte Amiata) e quelli bassi, il mare, dove la terra perde la sua durezza e solidità per confondersi e mescolarsi nell’elemento liquido, approdo naturale del termine e dell’inizio della vita. E sarà proprio sulla spiaggia di Follonica, nella tenue luce dell’alba, che la nonna compirà il suo trapasso durante una gioiosa contemplazione del mare di cui il narratore ci dà la commovente immagine di un volto illuminato da un sorriso solare.

Allora capisco che tutto ha avuto un senso, doveva andare così e basta perché la nonna arrivasse fin qui, confessa Giacomo nelle ultime pagine del romanzo e tale affermazione racchiude in sé il senso di questo libro dando significato ad una fuga iniziata per caso, quasi come una sfida e terminata come una scoperta di sé, dell’altro e delle infinite connessioni che alimentano un irrinunciabile bisogno di amore.

Brevemente, qualche considerazione stilistica. Al di là dell’intreccio sempre molto coinvolgente e sostenuto, la scrittura di Mirko Tondi stupisce il lettore per la sua varietà di registri. A tratti caratterizzata da uno stile divertente e colloquiale, sa tingersi di suggestioni poetiche e di grande capacità descrittiva, con un’attenzione ai particolari che risente della passione dello scrittore per la cinematografia e per la musica.

Buona lettura, cari amici lettori!

Notizie bio-bibliografiche sull’autore:

Nato a Firenze nel 1977, Mirko Tondi è autore, editor e docente di corsi di scrittura. Per i suoi racconti ha ricevuto menzioni speciali e segnalazioni della giuria di importanti premi nazionali (Premio Troisi 2005, Premio Castelfiorentino 2014), oltre all’inserimento in riviste e in varie antologie. Tra le sue opere, il romanzo distopico Come fili che s’intrecciano (menzione speciale al premio “Autore di te stesso 2011”) e la raccolta di racconti Io, Carver e il taccuino di Chatwin. Nel 2014 pubblica la raccolta di racconti noir Killing Moon, nel 2015 il romanzo Nelle case della gente, nel 2016 un nuovo romanzo Nessun cactus da queste parti e infine nel febbraio di quest’anno Istruzioni di fuga per principianti.

MELODIE LETTERARIE. UN’ANTOLOGIA DI RACCONTI A TEMA MUSICALE

di Chiara Rantini

jukeboxAutori Vari, Jukebox. Racconti a tempo di musica, Associazione culturale Nati per Scrivere, Camaiore, 2017

È tutta a tema musicale questa antologia di racconti frutto del lavoro di dieci autori emergenti promossi dall’Associazione culturale Nati per Scrivere. All’interno troviamo testi emozionanti ispirati alle diverse interpretazioni che la musica instilla in ciascuno di noi.

“La musica è vita” si legge nella Presentazione al piccolo volume e vivi sono questi racconti in cui le voci degli autori si esprimono toccando un po’ tutti i generi letterari, alcuni con taglio classico, alcuni con uno stile più ritmato e misterioso.

Ci si innamora nell’età dell’adolescenza, si riallacciano dei legami perduti in età adulta, si varcano i confini della realtà inabissandosi in una dimensione fantastica e un po’ sinistra ma, in ogni caso, la musica è sempre presente come fedele compagna della vita sia essa un elemento di salvezza o di perdizione.

Ma non voglio dire di più, lasciando a voi lettori il sapore della scoperta di questa raccolta davvero unica.

Buona lettura a tutti!

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Nei giorni 13 e 14 maggio scaricabile gratis qui:

Amazon: https://www.amazon.it/dp/B06X3S3LJD/
Kobo Store: http://www.mondadoristore.it/Jukebox-NA/eai978889421023/

Altrimenti qui:

Amazon: https://www.amazon.it/dp/B06X3S3LJD/ref=dp-kindle-redirect?_encoding=UTF8&btkr=1
Ibs: https://www.ibs.it/jukebox-racconti-a-tempo-di-ebook-vari/e/9788894210231

Per la copia cartacea contattare l’associazione: http://natiperscrivere.webnode.it/

Jukebox” è una raccolta di racconti, diversi per generi e ambientazioni, accomunati dall’essere legati alla musica, tanti piccoli mondi che ogni autore ha creato con il tocco che gli è proprio. In queste pagine, i protagonisti dei racconti mettono a nudo le loro emozioni, travolti dal potere di melodie pacificatrici, suoni diabolici e rapsodie incantate, perché le parole sono potere, scritte o cantate che siano. Possono portarci indietro, ai tempi delle ballate dei cavalieri, ai giorni spensierati dell’adolescenza, al momento della nostra nascita. Possono viaggiare tra i mondi e evocare spiriti inquieti, corrompere la nostra anima, rinfrancarci dalle fatiche quotidiane. Possono dare un senso all’esistenza, completandoci come uomini e ricordarci di non essere soli. Mai.

Jukebox” comprende:

Il crociato, di Emanuele Marcheselli

Frederick, di Luciana Volante

Lo spartito del diavolo, di Daniela Tresconi

Si bemolle, di Maria Pia Michelini

Sunday, gloomy Sunday, di Alessio Del Debbio

I love you, baby…, di Leandra Cazzola

Lucia e le sue note, di Serenella Menichetti

New York City boy, di Francesco Balestri

La voce, di Chiara Rantini

Gli infami, di Mirko Tondi

 

Affluenti. Nuova poesia fiorentina

affluentiAffluenti è un’antologia che nasce dal progetto di dare voce al variegato arcipelago poetico fiorentino. Quattordici poeti di diversa provenienza geografica legati da un comune approdo nella città gigliata affrontano varie tematiche non di rado legate ad esperienze di vita vissuta. È il caso del poeta iracheno Hasan Atiya Al Nassar che ci accompagna nella dimensione dell’esilio per poi entrare, insieme alla voce della poetessa rumena Manuela Plana nello spazio della nostalgia di un tempo perduto. Voci che vengono da lontano ma che hanno un carattere universale in cui ciascuno di noi può facilmente riconoscere la propria dimensione emotiva ed esistenziale. Non diversamente ci lasciamo coinvolgere dall’ascolto dalla voce di un poeta giovanissimo Lorenzo Arcaleni in cui il tema di un’esistenza ancora in costruzione ci fa stare “in bilico tra ciò che taglia e ciò che rende docili”.

L’antologia è stata curata da Edoardo Olmi e da Marco Incardona che di poesia si occupano da tempo.

Hanno contribuito al progetto le voci di:

Hasan Atiya Al Nassar, Baret Magarian, Giovanni Abbate, Manuela Plana, Graziella Linardi, Marco Incardona, Jonathan Rizzo, Lorenzo Arcaleni, Blake Nikolson, Silvia Frison, Chiara Ciri, Luca Buonaguidi, Massimo De Micco, Edoardo Olmi.

Affluenti. Nuova poesia fiorentina, a cura di E. Olmi e M. Incardona, Edizioni Ensemble, Roma, 2016

A casa per Natale

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Ispirati dal periodo natalizio e dal ciclo dell’anno, questi dodici racconti costituiscono l’esordio narrativo di Claudia Muscolino di cui era già apparsa, nel 2012, la raccolta poetica Il drago e le nuvole edita da Rupe Mutevole.
I racconti hanno come tema principale le relazioni familiari e i rapporti interpersonali.

Con uno stile asciutto e conciso, il lettore viene condotto in un mondo in cui le molteplici sfumature dei sentimenti e degli stati emotivi prendono forma in volti di persone comuni: madri, figli, fidanzati, nonne, fratelli.

In ogni storia si nasconde un piccolo dramma, una condizione di disagio interiore dietro la quale spesso si manifesta un difetto di comunicazione o di ascolto. Generazioni si confrontano su temi come l’amore, la morte, l’amicizia nel tentativo di raggiungere una reciproca comprensione.

Sono storie del nostro tempo, quindi, che la nostra autrice, vincitrice del premio letterario “Città di Murex”, sapientemente descrive con un linguaggio che colpisce per la sua immediatezza, semplicità e a tratti crudezza, così come è talvolta la vita stessa.

Claudia Muscolino, A casa per Natale e racconti per tutto l’anno, Porto Seguro Editore, Firenze, 2016